I miei romanzi nei blog letterari: ultimi post (e grazie!)

lunedì 28 maggio 2012 § 0

La sorella di Mozart

La sorella di Mozart
Piemme, 2011
L'anno scorso ho letto poco. Ho riletto un po' di più, ma ho letto tutto sommato poco. E, soprattutto, di libri illuminanti ne ho incontrati due: uno è La masseria delle allodole, recensito alla fine di quest'anno. L'altro è questo: La sorella di Mozart, di Rita Charbonnier.
>> L'occhio non vuole la sua parte, 29 aprile 2012. Vai alla pagina

Blog-recensione in lingua olandese. Dice più o meno (grazie a Google Translate!):
Un affascinante romanzo sulla vita segreta della sorella sconosciuta di Mozart. Tutti conoscono Wolfgang Amadeus Mozart, il miglior compositore di tutti i tempi. Ma che avesse una sorella di talento come lui, nessuno lo sapeva. Da bambino Mozart suonava sempre insieme alla sorella maggiore Maria Anna, soprannominata Nannerl. Ma improvvisamente la ragazza scompare completamente dalla scena. Cosa è successo a questo talento meraviglioso? Maria Anna Mozart era una musicista geniale i cui talenti sono stati offuscati dal successo del fratello minore.
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Su questa pagina del 21 maggio scorso, infine, si trova un video di una performance musicale dedicata a me in quanto autrice di questo romanzo. La dedica è in inglese; il pianista ha letto il libro nell'edizione americana.


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Una mostra su Tatiana Pavlova presso il Museo Teatrale del Burcardo (Roma)

lunedì 21 maggio 2012 § 0

Tatiana Pavlova
Ancora grandi attrici (e in questo caso anche registe) del Novecento: dopo Paola Borboni e Marta Abba, il blog rende omaggio a Tatiana Pavlova (1890-1975). Fino al 7 giugno, peraltro, presso il Museo Teatrale del Burcardo di Roma, che si trova nei pressi di Largo Argentina, è visitabile una bella mostra a lei dedicata (martedì e giovedì dalle 9 alle 16, ingresso gratuito anche nel caso di visite guidate; maggiori informazioni qui). Fra gli oggetti più interessanti sono esposte le caricature eseguite da Umberto Onorato e Filiberto Scarpelli e i numerosi costumi teatrali. La lunga carriera artistica di Tatiana Pavlova come attrice, regista e docente dell’Accademia d’Arte Drammatica è documentata inoltre dalle numerose foto di scena provenienti dall’archivio fotografico del Burcardo e da una scelta di locandine, che fanno parte delle vastissime collezioni documentarie della biblioteca della SIAE.

Tatiana Pavlova (vedi anche questa pagina del sito Russi in Italia) nacque nel 1890 in Ucraina, a Ekaterinoslav. Iniziata giovanissima la carriera nella compagnia di Pavel Orlenev, con la quale girò la Russia in numerose tournée, nel 1916 divenne prima attrice al Teatro Drammatico di Mosca. Lasciata la Russia allo scoppio della rivoluzione, nel 1920 si trasferì in Italia, dove apparve in alcuni film muti prodotti dall’Ambrosio Film di Torino, uno dei primi stabilimenti cinematografici italiani. Dopo gli studi di dizione con Cesarino Dondini e Carlo Rosaspina, nel 1923 debuttò con una compagnia propria al Teatro Valle di Roma con Sogno d’amore di Ivan Kossorotoff, che poi portò nei maggiori teatri italiani con grande successo.


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Cinque domande a Eleonora Mazzoni

lunedì 14 maggio 2012 § 0

Le difettose di Eleonora Mazzoni
Einaudi, 2012
Nata a Forlì, Eleonora Mazzoni ha studiato a Bologna: si è laureata in Lettere moderne con il professor Ezio Raimondi e diplomata alla Scuola di Teatro diretta da Alessandra Galante Garrone. In seguito si è trasferita a Roma e ha intrapreso la carriera di attrice. Ha lavorato in teatro (con Franco Branciaroli, Giorgio Albertazzi, Gianfelice Imparato), nel cinema (con Citto Maselli, Eros Puglielli, Eugenio Cappuccio, Giorgio Diritti) e in diverse fiction televisive.

Le difettose è il suo romanzo d’esordio. La protagonista, Carla, ha quasi quarant’anni, un compagno praticamente perfetto, un lavoro stimolante e un certo fascino. Ma non riesce a concepire un figlio. E per una come lei, abituata a centrare l’obiettivo, il senso di fallimento brucia; e l’ossessione della maternità cresce fino a diventare una dipendenza. Le donne che Carla incontra quando tenta la fecondazione assistita si ritrovano tutte in fila, mese dopo mese, a eseguire lo stesso rituale: gli ormoni, il pick-up, il transfer, l’attesa. Conoscono il proprio corpo e i suoi segnali con una precisione maniacale. Usano un oscuro gergo da iniziate. Ma soprattutto, si sentono difettose: sbagliate, manchevoli, incapaci di realizzare il ruolo per il quale dovrebbero essere «biologicamente programmate». Eppure, quelle donne sperimentano l’amicizia e la comprensione, il conforto e il sostegno: e si accorgono di essere tante, tantissime e quindi, forse, un po’ meno sbagliate. Basta raccontare a qualcuno la propria esperienza per scoprire che c’è sempre la sorella di un’amica, l’amica di un’amica, la sorella di un’amica dell’amica che ha una storia simile alla tua…

1. Eleonora, in un’intervista per Vanity Fair hai dichiarato: «avevo una storia da cui partire: la mia». Che cosa ti ha spinta a trasformare la tua vicenda personale in un romanzo?


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Il “mio” questionario di Proust su “A qualcuno piace leggere”

lunedì 7 maggio 2012 § 0

Marcel Proust
Fonte: Wikimedia Commons
A qualcuno piace leggere è un portale letterario che pubblica trame e recensioni di libri, notizie di concorsi e iniziative per autori emergenti ed editori; inoltre ha una propria trasmissione radiofonica, Vitamina L – leggere giova gravemente alla salute!, che va in onda su Radio Versilia e viene successivamente caricata online. In ogni puntata i conduttori, Miranda Biondi e Andrea Montaresi, intervistano uno scrittore – al quale tra l’altro pongono alcune domande dal famoso questionario di Proust. Allo scrittore è poi richiesto di compilare il questionario, preferibilmente a mano – come fece l’autore della Recherche almeno due volte nel corso della sua vita.

Avete mai provato a rispondere al questionario? È divertente! Potete confrontare le vostre risposte con quelle di altri, o dello stesso Proust. Le domande si trovano più in basso; per stamparle, o crearne una versione Pdf, potete utilizzare uno dei servizi accessibili dal pulsante Share in alto a destra. Le mie risposte sono state caricate su questa pagina del portale, mentre l’intervista radiofonica si può ascoltare su questa pagina, o dal player qui sotto.



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“Gerusalemme perduta” al Piccolo Teatro di Milano

mercoledì 2 maggio 2012 § 0

Altre foto dello spettacolo su Flickr
Domani, 3 maggio, debutta al Piccolo Teatro Studio lo spettacolo Gerusalemme perduta, tratto dal libro di Paolo Rumiz e Monika Bulaj, regia di Graziano Piazza (alla cui “seconda” attività di artista figurativo ho dedicato questa pagina). La produzione è di Ravenna Festival, dove lo spettacolo ha debuttato la scorsa estate.

Nel testo, ragazze in chador chiedono la fertilità alla Madonna, ebrei intonano canti islamici, cristiani si prostrano a terra come musulmani e musulmani bevono vino; è dunque lungo le crepe del tanto proclamato “scontro di civiltà” che si dipana il pellegrinaggio degli autori, alle frontiere della spiritualità, fino a terreni inesplorati dove i monoteismi rivelano insospettati spazi di coabitazione. Come a raccogliere le “briciole di Dio”, Monika Bulaj e Paolo Rumiz ci inducono a percorrere un viaggio a ritroso verso una primigenia esperienza religiosa, che qui si fa teatro: parola intrisa di immagini, visioni e musica, quella dell’eclettico Sasha Karlic con i suoi virtuosi.

“Per indicare l’idea del viaggio,” afferma Graziano Piazza “del passaggio di luoghi, culture, incontri/scontri, credo che sia stato necessario indicare come prioritaria la centralità della sonorità, come elemento aggregante, contenitore in grado di accogliere i vari orizzonti toccati. Indicarne l’itinerario attraverso una sensibilità sonora. I vari momenti di parola sono frammenti, impulsi che passano sul palcoscenico, punte di iceberg del magma sonoro, come se la musica formulasse quelle parole, quei suoni, quelle circostanze.”


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Nuova intervista: il mondo degli scrittori, oggi

giovedì 26 aprile 2012 § 4



Il video si riferisce a un programma televisivo in onda su un'emittente regionale, Canale 10, del quale sono stata ospite di recente. Dopo aver brevemente parlato de Le due vite di Elsa, ho risposto a domande su: (a) il mondo degli scrittori, oggi - sono generalmente ben disposti, gli uni verso gli altri, o esistono anche in questo campo circoli e congreghe? (b) il fenomeno dei calciatori e delle persone di spettacolo che scrivono libri, da Totti a Carlo Verdone; (c) da chi bisogna farsi raccomandare [sic] per arrivare a pubblicare un libro?

Gli affezionati di YouTube possono trovare l'intervista anche lì.

Secondo voi, dopo la messa in onda del programma, qualcuno ha cercato di scoprire chi fosse il dentista tanto simpatico del quale parlo diffusamente? (Un dentista simpatico è assai desiderabile, data la generale spiacevolezza dell'esperienza e il terrore che incute a molti.) La risposta è no. C'è stato, invece e naturalmente, chi ha cercato di scoprire nome e recapiti di un'altra persona citata verso la fine: la mia ex agente letteraria. E va bene così.

Cinque domande a Elvira Seminara

lunedì 23 aprile 2012 § 2

Scusate la polvere di Elvira Seminara,
Edizioni Nottetempo
Quando non viaggia, Elvira Seminara vive ad Acicastello (Catania). Giornalista, scrittrice e pop-artist, si definisce una “cantascorie”. Crede nel recupero creativo delle cose e delle parole (quelle perdute, quelle abusate) e nella riconversione dei linguaggi. Perché raccontare è “raccontaminare”, dice – i suoni, la sintassi, i piani narrativi. “Lo scrittore è un termovalorizzatore umano. Ricicla i rifiuti in risorse, trasforma il caos e gli umori oscuri in scrittura ed energia.” Con il marchio “Manomissioni”, Elvira firma borse e gioielli ricreati come “mappe narrative” attraverso il riuso di materiale di scarto e sedimenti urbani.

Tra le sue ultime pubblicazioni, il romanzo L’indecenza (Mondadori, 2008) e I racconti del parrucchiere (Gaffi, 2009). Suoi racconti sono apparsi in diverse antologie Mondadori tra le quali il supergiallo Eros e thanatos e Non è un paese per donne, uscito nel settembre 2011. Un suo saggio sugli incipit letterari è presente nel volume Cronache dal Bigbang (Hacca, 2011). Suoi testi sono tradotti in diversi paesi.

Scusate la polvere, il suo ultimo romanzo, ha meritato nei mesi scorsi due prestigiosi riconoscimenti quale “romanzo da film” dalle giurie internazionali del Festival del cinema di Roma e della Fiera del libro di Torino (progetto Adapt lab), che lo ha scelto come soggetto da sceneggiare. La protagonista, Coscienza, ghostwriter di tesi di laurea, si scopre improvvisamente vedova a quarantaquattro anni; a rendere il lutto ancor più problematico, una sconosciuta trovata morta nell’auto di suo marito, nello stesso precipizio. Chi era la donna ma, soprattutto, chi era suo marito? Con le amiche di sempre, Coscienza avvia una grottesca indagine che, con il contributo della madre malata di Alzheimer, di una portinaia superstiziosa e di un avvenente chirurgo serial-filler, diventa un’irresistibile commedia umana. Una dark comedy “coliticamente scorretta” giocata sui nuovi tic sociali e le domestiche ossessioni.

1. Elvira, c’è una ragione particolare per la quale la protagonista della storia è una donna? Anche a giudicare dagli altri tuoi lavori, ti senti forse più a tuo agio con i personaggi femminili?


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Il baratto di Modigliana: coincidenze nella rete

venerdì 20 aprile 2012 § 2

Articolo gentilmente concesso da Luigi Rivola, giornalista e grande appassionato della “leggenda di Maria Stella”, il mistero storico alla base del mio romanzo La strana giornata di Alexandre Dumas. Luigi è stato relatore della presentazione del libro a Modigliana (FC); molte delle immagini relative alla leggenda, che si trovano sul mio sito, si riferiscono alla sua collezione di antichi testi.

Joseph Nollekens (1737-1823)
Busto di Maria Stella Chiappini
Museo d'Arte Moderna di Stoccolma
Foto di Luigi Rivola
La storia del «baratto» di Modigliana è ormai dimenticata dai più, ma sarà sempre - a dispetto di chi l’ha trattata e la tratta come una vicenda di poco conto - un capitolo molto importante nella storia della cittadina romagnola, al pari della grande battaglia del 204 a.C. fra i Galli e il console romano Appio Claudio, al pari delle gesta dei conti Guidi e della fondazione della storica Accademia degli Incamminati.

Il «baratto» risale al 1773, quando a Modigliana, in casa dei conti Borghi di Faenza, si ritrovarono per caso due donne: una francese, che col marito era ospite dei nobili faentini, e una italiana, che in quella casa lavorava come sguattera. Entrambe le donne erano incinte e prossime al parto. Nella stessa notte (la vigilia del Venerdì Santo del 1773), alla francese nacque un maschio e all’italiana una femmina, che fu chiamata Maria Stella.

Nel volgere di pochi mesi dopo questo evento, il padre di Maria Stella, Lorenzo Chiappini migliorò notevolmente, e misteriosamente, le condizioni economiche della sua famiglia, e nel 1777 si trasferì a Firenze, essendo stato nominato capo di una compagnia di arcieri dal Granduca Leopoldo.


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